Un incantevole weekend di fine estate – Il diario

Sarzana (o forse siamo a Cerri?) 30 Agosto 2013

Finalmente ci siamo. Oggi inizia l’incantevole weekend di fine estate. Quest’anno il tema è “I diari e i taccuini degli scrittori”. La grande novità è la partecipazione di Lupe che è venuta apposta da Buenos Aires per condividere queste giornate e frequentare uno dei corsi di Laura Lepri di cui ha tanto sentito parlare. Ho atteso tutta l’estate questo momento e ora ci siamo. Sarà un po’ come quando ragazzine seguivamo i corsi all’università.

Per noi il viaggio è iniziato ieri. Siamo arrivate a Milano per incontrare Christian e sua moglie Iolanda che ci hanno offerto un passaggio fino a Sarzana. Il tempo in macchina ci ha permesso di entrare nell’atmosfera parlando dei libri letti, di quelli scritti o che si sogna di scrivere. Ammiro la tenacia di Christian che definisce come “primo lavoro” quello dello scrittore, mentre quello che fa in azienda tutti i giorni è una seconda attività necessaria per portare a casa la pagnotta. Credo che gli sia possibile grazie a Iolanda che lo incoraggia con allegria dicendo che senz’altro starà scrivendo un best seller. Credo che ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe avere una Iolanda nella propria vita.

Arriviamo all’ormai noto Albergo Serena in orario (e non poteva essere altrimenti considerato il terrorismo psicologico che tutti noi abbiamo subito negli anni in materia di puntualità). Lì troviamo Chiara, Giulia e Alessandra e poi uno dopo l’altro tutti i partecipanti. Quest’anno fanno parte del gruppo tre signore che non gravitano intorno ai corsi di scrittura di Milano (in realtà quattro se si conta Lupe). Scopro con gioia che una di loro è di Treviso! Evviva! Una nuova conoscenza nella mia futura città.

La lezione si svolge sotto gli ulivi, ma forse non troppo sotto perché dopo due ore la mia testa è cotta dal sole, o magari dai diari di viaggio di Goethe. Più probabilmente la prima. Visto il tema del seminario, Laura Lepri ci assegna il compito di scrivere il diario di queste tre giornate, che sarà poi condiviso su Facebook e nel suo blog. Questo vuol dire che qualcuno tra qualche giorno o settimana potrebbe leggere tra queste righe. Dunque, tu diario, creatura informe senza sesso né età, potresti nei prossimi giorni assumere le sembianze di un destinatario contemporaneo a noi ignoto.  Questa cosa mi crea imbarazzo come se qualcuno venisse a sbirciare tra quei miei cassetti disordinati che non voglio mostrare a nessuno.

Terminata la lezione, il gruppo si divide e con Lupe ci concediamo un piatto di testaroli al pesto in compagnia di Christian e Iolanda. Così anche per quest’anno abbiamo timbrato il cartellino al ristorante Old bridge, che accoglie i corsisti di Laura Lepri da anni. Di sera andiamo a Sarzana (così posso dire effettivamente di esserci stata), dove ceniamo nello stesso ristorante dell’anno scorso, mangiando le stesse bruschette e lo stesso tonno. Abbiamo chiacchierato fino alla mezzanotte o forse oltre. Laura Lepri ha tenuto banco trattando qualsiasi argomento, da quelli più alti a quelli più pop, e come sempre succede l’abbiamo ascoltata con quell’ossequioso rispetto che per chi ci osserva da fuori può sembrare una divertente caricatura. Comunque ora è quasi l’una e spengo la luce.

Cerri, 31 Agosto 2013

Lezione entusiasmante! Per prima cosa ho conquistato un posto all’ombra. Purtroppo Nicoletta, la signora di Treviso, ha dovuto lasciare il corso per ragioni di famiglia. Peccato, non ho neanche fatto in tempo a conoscerla.

Oggi siamo entrati nel vivo del corso avvicinandoci di un paio di secoli fino alla Woolf. Vinta la timidezza del primo giorno, la classe partecipa attivamente. Quanto mi piace l’energia che si crea in queste lezioni. Avrei continuato per ore.

04

Dopo la lezione, con Lupe ci accodiamo al gruppo che va a mare.  Un pranzetto veloce e poi ci regaliamo una passeggiata sul lungomare di Lerici per osservare un paesaggio di fine estate, con spiagge stracolme di umanità, la più varia, desiderosa di godersi fino all’ultimo raggio di sole estivo. Per la sera abbiamo un programma speciale: la visita del Castello di Fosdinovo.

Ci perdiamo tra affreschi, ritratti di famiglia, forzieri e stanze che hanno ospitato illustri personaggi come Dante Alighieri e che oggi, si racconta, hanno lasciato il posto a qualche fantasma che non sembra aver voglia di lasciare il castello. E come biasimarli? Dalle merlate si scorgono tre isole: Caprera, un’altra di cui non ricordo il nome e una lontanissima Corsica. Qualcuno, forse Eugenio, scherza dicendo che la vista della Corsica è stata ordinata apposta dalla dottoressa Lepri per dare prestigio al weekend organizzato. Sembravamo una scolaresca in gita con tutto quello che il caso prevede, come acquisti di souvenir (Laura Lepri voleva comprare un portachiavi con lo stemma dei Malaspina) e naturalmente la foto di gruppo, dove c’è sempre qualcuno che finisce ritratto con gli occhi chiusi.

Dopo il tour del castello, abbiamo gustato un aperitivo all’aperto, rallegrato dalla presenza della figlioletta del padrone di casa. Si aggirava con una pallina che chiamava “pallina del coraggio”: le era stata regalata dal dottore perché non aveva pianto durante la sua ultima visita. Era divertente osservarla, continuava a chiedere a tutti noi più e più volte: “E tu come ti chiami? E tu? E tu?” Era probabilmente divertita dal fatto che almeno tre persone del gruppo portassero il suo stesso nome, Anna.

Ecco, ci sono dei momenti in cui, guardando la dolcezza e l’allegria dei bambini, mi faccio domande sulla mia maternità. Ma questo è uno di quei cassetti così in disordine che preferisco tenere chiusi soprattutto nell’eventualità che lettori ignoti e contemporanei possano sbirciare questo mio diario.

Cena ottima servita intorno a una lunga tavolata, che ricorda quelle alla fine dei film di Ozpetek, piene di allegria e di vino. Dopo cena rientriamo con Christian, Iolanda, Eugenio, Chiara e naturalmente Lupe (la macchina di Christian è più simile a un bus che a un’auto). Gli occhi mi si chiudono dalla stanchezza, anche se vorrei tanto ascoltare Eugenio e Chiara, che sembrano avere ancora energie per tutta la notte. Mi sento come quando vorrei vedere la fine di un film ma non riesco a stare sveglia.

E ora finalmente dormo.

Cerri, 1 settembre 2013

Ultimo giorno di corso e in assoluto il più bello. C’è qualcosa in Laura Lepri che mi ricorda le grandi attrici di teatro. La lezione inizia e il sipario si apre. Lei viene fuori appassionata e appassionante. Ti trascina via dalla sedia come il pifferaio magico e con le sue parole ti offre generosamente la sua conoscenza. Quando lo spettacolo è finito, immagino il riposo dell’artista; stanco accende una sigaretta, sorride perché consapevole di quello che ha suscitato mentre era in scena.

Oggi ci siamo persi tra le storie della Woolf e di quella povera randagia della Mansfield. Entrare nella vita di questi scrittori, nei loro laboratori, nelle loro fragilità li ha resi così umani. Per anni ho percepito autori del calibro della Woolf come creature perfette e senza macchia. Leggere delle loro debolezze, dei giorni senza inspirazione, della vanità legata al consenso dei lettori, li ha fatti scendere, a piedi e non volando, dal monte Olimpo. Naturalmente restano sempre irraggiungibili e ancora senza macchia, eppure ho capito che i laboratori degli scrittori sono assai simili tra loro.

Katherine Mansfield

Katherine Mansfield

Terminata la lezione, ci siamo salutati velocemente e con Lupe siamo riuscite a strappare un passaggio ad Anna fino a La Spezia. Il viaggio in treno è stato lunghissimo ma piacevole. Quanto è vero che il viaggio è tanto importante quanto il soggiorno e ne scandisce le aspettative iniziali e le emozioni finali, traghettandoci verso nuove esperienze e poi riportandoci indietro. Le ore in treno ci hanno permesso di indugiare ancora un po’ su questo incantevole weekend di fine estate continuando a parlare di fatti e persone, come per imprimerceli bene nella mente. Siamo arrivati a Cortina col buio, accolte dalle Dolomiti, dai gerani rossi sui balconi e dal solito paesaggio tirolese che ancora dopo tutti questi anni continua a stupirmi. Improvvisamente le merlate di Fosdinovo, che guardano la Corsica, sembrano così lontane e sono grata che in qualche modo continuino a vivere nel mio diario.

Ah, quasi dimenticavo: questa mattina Laura Lepri ha rivelato di avere per sbaglio preso la pallina del coraggio della piccola Anna. Epilogo perfetto per una scolaresca in gita. Il punto è, come può essere successo? L’inconscio ha guidato la sua mano con lo scopo di zittire la vivace bambina? Oppure voleva semplicemente appropriarsi di quell’oggetto misterioso che prometteva coraggio a chi l’avesse posseduto? Forse più semplicemente, rubando la pallina, voleva metterci alla prova e vedere se sarebbe stata scoperta. In fondo, dentro ognuno di noi si nasconde una Eva Kant.

Di Anna Li Vecchi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...